Il carteggio ti sembra un’enigma indecifrabile? Non preoccuparti, molti appassionati di vela, anche esperti, trovano il calcolo della rotta nautica un grande ostacolo da superare.
Cos’è una rotta nautica e perché dovrei imparare a calcolarla?
La rotta nautica è il percorso che intendi seguire durante la tua navigazione. Può sembrare banale, ma saperla calcolare correttamente è fondamentale per arrivare a destinazione senza intoppi, evitando secche, scogli e altre spiacevoli sorprese. Prima di tutto è necessario sapersi orientare: i 4 punti cardinali, N nord, S sud, E est, W ovest, e la rosa dei venti che con le lettere dei cardinali e i corrispondenti valori in gradi, rappresentano il sistema per l’orientamento.
Quindi ogni volta che ci apprestiamo a eseguire il carteggio dobbiamo sempre immaginarci come al centro di una enorme rosa dei venti dilatata fino al limite dell’orizzonte visibile. Le rotte possono essere ortodromiche o lossodromiche, cerchiamo di capire questa prima differenza.
Nelle rotte ortodromiche tutte le linee di rotta sono curve, poiché la terra è sferica, e sono utilizzate per le navigazioni oceaniche o comunque molto lunghe. Per le navigazioni entro le 300 MN si utilizzano le rotte lossodromiche dove tutte le linee curve diventano rette e dove gli angoli misurabili sulla carta sono uguali agli angoli della Terra (isogonia).
Strumenti essenziali per il calcolo della rotta: quali sono e come si usano?
Per calcolare la rotta nautica, avrai bisogno di alcuni strumenti fondamentali:
- Carta nautica: è una mappa dettagliata del mare, che riporta informazioni su profondità, pericoli, fari, boe e altri punti di riferimento.
- Compasso: serve per misurare gli angoli sulla carta nautica e tracciare la rotta.
- Squadrette: sono come le squadre che utilizzavamo a scuola, ma presentano due graduazioni incise. Le graduazioni sono da 0° a 180° e da 180° a 360° nel senso antiorario su entrambi i lati corti, insieme a direzioni cardinali ed intercardinali.
- Bussola: indica il Nord magnetico e ti permette di seguire la rotta che hai calcolato.
- GPS: ti fornisce la tua posizione esatta e ti aiuta a seguire la rotta in modo preciso.
- App di navigazione: possono semplificare il calcolo della rotta e fornire informazioni utili sulla navigazione.
Calcolare la rotta nautica: 2 metodi a confronto
Esistono due metodi principali per calcolare una rotta nautica: il metodo tradizionale, ossia il carteggio, che utilizza carta nautica e compasso, e il metodo moderno, che si basa su GPS e app di navigazione. Uno non esclude l’altro, evidentemente, ma saper eseguire il calcolo della rotta senza strumentazione, ti consente di navigare con maggiore sicurezza in qualsiasi condizione. Vediamo entrambi i metodi nel dettaglio.
Metodo tradizionale: carteggio con carta nautica, compasso e un pizzico di matematica
Dopo aver individuato la tua posizione e la destinazione sulla carta nautica, traccia una linea retta tra i due punti: questa rappresenta la tua Rotta vera (Rv) cioè il reale percorso rispetto al fondo del mare. A questo punto, misura l’angolo tra la rotta vera e il Nord vero utilizzando il compasso. Questo è l’angolo di Rotta Vera ossia la Prua vera (PV).
Il calcolo della rotta da seguire per arrivare a destinazione però dovrà considerare anche il vento e la corrente presenti al momento partire. Questi elementi influiscono sulla navigazione e possono deviare la tua rotta: l’effetto della corrente si chiama deriva, mentre quello del vento scarroccio. Per compensare questi effetti, dovrai correggere la rotta tenendo conto della loro direzione e intensità.
Metodo moderno: GPS e app di navigazione (anche per i meno tecnologici)
Il metodo moderno prevede l’utilizzo del GPS o nelle App di navigazione che puoi scaricare direttamente sul tuo smartphone. Ti basterà inserire la tua destinazione nel GPS o nell’app di navigazione e seguire le indicazioni fornite dal dispositivo. Ti indicherà la rotta da seguire, la distanza, il tempo stimato di arrivo e altre informazioni utili.
Non dovrai eseguire nessun calcolo: questi dispositivi calcolano la rotta migliore compensando autonomamente tutti i fattori: declinazione, deviazione, deriva e scarroccio. Il metodo moderno è sicuramente più semplice e veloce, ma è importante saper fare anche il carteggio, nel caso in cui il GPS o l’App non funzionino.
